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John Henry Newman (1801-1890)
Una vita alla ricerca della verità
Autore: Francesco Testaferri
Casa editrice: Cittadella
Anno di pubblicazione: 2025
Pagine: 232
ISBN: 978-88-30-81991-7
Se si potesse distillare il significato di una vita attraverso una singola frase – un azzardo, direte voi – ebbene “Gesù, io confido in te” potrebbe essere quella di Santa Faustina Kowalska. Si potrebbe continuare con “Totus tuus” per San Giovanni Paolo II, “Mio Dio, mio tutto” per San Francesco d’Assisi, “Da mihi animas, cetera tolle” di San Giovanni Bosco... Per quanto riguarda San John Henry Newman l’impresa è altrettanto ardua. Ultimamente il santo inglese, con la pazienza e discrezione che gli sono proprie, si è andato affermando come un santo da (ri)scoprire, capace di parlare al nostro tempo per varie ragioni. Richiamo alcuni elementi salienti della sua biografia terrestre e celeste. Nasce nel 1801 a Londra, entra in comunione con la Chiesa Cattolica nel 1845 e muore a Birmingham nel 1890. Uno dei tratti che lo caratterizzano è la capacità comporre appartenenze diverse e convinzioni molteplici, facendone sintesi nella propria persona e coscienza. Ad esempio, gentleman inglese e rettore dell’Università Cattolica d’Irlanda, cardinale di Santa Romana Chiesa e Fellow onorario al Trinity College di Oxford. Questa vis unitiva continua anche oltre la morte, coltivata dagli ultimi tre pontefici, se pensiamo che è stato beatificato da Benedetto XVI nel 2010, canonizzato da Francesco nel 2019, proclamato Dottore della Chiesa e Patrono dall’educazione cattolica da Leone XIV nel 2025. Di qui, comprendiamo l’interesse crescente, anche della pubblicistica.
John Henry Newman, Una vita alla ricerca della verità di F. Testaferri è una biografia aggiornata e piacevole, adatta anche come primo approccio alla figura del santo. I capitoli brevi e il ritmo incalzante invogliano il lettore ad approfondire ulteriormente. In questa prospettiva si collocano, ad esempio, Scorciatoie verso Dio di R. Cheaib, che mette in luce il genio spirituale di Newman attraverso meditazioni capaci di sostenere la vita spirituale del lettore contemporaneo, e John Henry Newman. Una biografia teologica di G. Frosini, che analizza in profondità i contributi teologici di Newman, anticipatori di molti temi del Concilio Vaticano II. Infine, va ricordata la monumentale opera John Henry Newman di I. Ker, pubblicata nel 1988. Essa merita una menzione particolare poiché alcuni dei miracolati esaminati dal Dicastero delle Cause dei Santi per la beatificazione e la canonizzazione si votarono a Newman proprio attraverso un documentario televisivo curato da Ker, basato sulla biografia da lui stesso scritta.
Occorre ora riprendere l’esercizio iniziale di sintetizzare in una frase la statura di una esistenza. Ebbene, lasciamo decidere al lettore tra due alternative. La prima consiste nel motto cardinalizio di Newman: cor ad cor loquitur, il cuore parla al cuore. A dire il vero si tratta di una frase di San Francesco di Sales che Newman citò già a partire dai suoi discorsi sull’idea di università. In essi si promuove una educazione liberale (cioè ispirata dalle artes liberales, praticata nella vita comune, scevra da istanze utilitaristiche) che non teme di conoscere in profondità; infatti, “tutte le branche della conoscenza sono connesse tra loro dal momento che il soggetto e oggetto della conoscenza sono intimamente uniti, essendo essi opera del comune Creatore”, pag. 127. La seconda è ormai un classico della spiritualità: Lead, Kindly Light, guidami tu luce gentile. Si tratta di una preghiera scritta da Newman il 16 giugno 1833. Appena terminato un viaggio in Sicilia, appena scampato da una febbre tifoide, è di nuovo alla mercè di cause esterne alla sua volontà, perché la bonaccia lo costringerà a rimanere presso le Bocche di Bonifacio per oltre una settimana. Durante questa riflessione forzata scrive la preghiera che diventerà la sua invocazione per tutta la vita, senza volere conoscere l’esito finale, ma ben deciso a fare ogni giorno il passo necessario: I don’t want to see the distant scene, one step enough for me, pag. 47.
Pubblicato il 02.03.2026

